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TURISMO E STORIA
Un po' di storia Tratto da un libro datato 1928 Ai non pochi lavori in corso si aggiunge la costruzione della chiesetta di S. Cristina che si volle erigere nel luogo dove sorgeva la chiesa parrocchiale intestata a questa santa e di cui si hanno notizie fino dal 1356. Ecco quanto scrive il preposto Ciulli in calce all'inno in onore della santa: "Il nuovo Oratorio dedicato a S. Cristina V. M. costruito su disegno dell'lng. Sardo Sardi per la generosità dei Conti Alessandro e Anna Nardi-Dei, del Conte Scipione Da Filicaia, del Comune e del Preposto di Gambassi e di varie famiglie appartenenti al territorio della soppressa parrocchia di S. Cristina, sorge là dove sorgeva l'antica chiesa parrocchiale di cui si ha certa notizia dal 1356. Essa era di diritto patronale dei nobili signori Figlinesi e fu incorporata in perpetuo nella Prepositura di Gambassi, con decreto Vescovile del 23 Agosto 1784. Contava in quel tempo 73 anime e ne era rettore D. Filippo Bandini che fu l'ultimo parroco. Il 29 Aprile u.s. da Mons. Angelo Pierattini fu benedetta la prima pietra ed inaugurato da S. E. Dante M. Munerati Vescovo di Volterra. La piccola ed elegante chiesetta di S. Cristina vuole essere la scolta avanzata della sorella maggiore, la nuova Chiesa Prepositura dedicata a Gesù Cristo Re, che, maestosa e bellissima, sta elevandosi faticosamente dal terreno, dove ha le sue gigantesche fondazioni e la Cripta magnifica, alta 5 metri, già quasi al punto per essere coperta. Questa, disegnata dall'Architetto Comm. Ezio Cerpi di Firenze, sarà un monumento grandioso di fede e di arte. La piccola sorella minore, che tanto bene si ripromette di fare alle anime, nel suo aulico linguaggio dice a tutti i buoni che hanno cuore, di aiutare con liberalità non modesta , meno generosa e magnifica la maggior sorella, affinché in un tempo relativamente breve possa essere un fatto compiuto. Iddio benedetto, Signore del mondo e Re delle anime e dei cuori, Cristina Santa, ricompensino largamente tutti coloro che hanno concorso all'erezione dell'elegante Oratorio tutti coloro che hanno concorso e concorreremmo all'erezione del nuovo Tempio a Gesù Cristo Re. E ciò sia per questa e per la vita a venire. S. Giuseppe era il protettore delle opere parrocchiali e detto da tutti “il capo Mastro''. E veramente faceva sentire questa sua protezione ed ispirava il modo di trovare i mezzi per condurre in porto tante opere. Nell'agosto di quest'anno una fiera di beneficenza reca un buon aiuto: la conducono le Suore e lavorano le organizzazioni di A.C. Suor Camilla con i suoi bambini continua a pregare, Suor Angela con le sue ragazze lavora senza soste. Ed ecco quanto ancora scrive il preposto Ciulli nel diario: "siamo giunti all'altezza di m. 5,20 dal suolo. La Cripta e di un'armonia di linee veramente incantevole. Non le manca che la copertura. Anche lo scalone di accesso alla Chiesa superiore è completo. Ma da qui in avanti come faremo? ... Il cuore SS. di Gesù non ci abbandonerà. ln lui e nei poveri, da lui tanto amati, è tutta la nostra fiducia''. Nel settembre di quest'anno 1928 viene organizzato anche un pellegrinaggio a Lourdes a cui prendono parte molti parrocchiani guidati dal Preposto. Tutti tornano soddisfatti e ringiovaniti nella fede e continuano con slancio il loro lavoro in questa comunità che può veramente definirsi, come piaceva sottolineare al parroco, "la famiglia parrocchiale''. Fra i pellegrini è giusto ricordare Renieri Livio fu Silvio, prezioso collaboratore e sostenitore delle opere parrocchiali e particolarmente dell'erigendo Tempio di Gesù Cristo Re. |